SWEET LIFE IN 

GRAMOLAZZO LAKE

La sveglia suonò diligentemente come da impostazioni della sera prima ma il dito indice fu talmente veloce nello spegnerla che due ore dopo mi svegliai di soprassalto, ed incazzato, per aver fatto tardi, perchè si sa, il mattino ha l'oro in bocca. Mi detti una rassettata e partii. Nemmeno due chilometri ed incrocio una brancata di ciclisti decisi ad invadere anche la mia corsia manco fossero il Terzo Reich impegnato in Polonia nel '39. I vaffa risuonano ancora giù nella valle. La giornata era nata male, decisamente. Uno spiraglio di luce lo ebbi dopo aver fatto colazione con le ottime focaccine del Bar Gemignani a Lammari, ma giusto il tempo di pagarle che l'incazzatura si ripresentò prepotente. Mi rimisi in cammino sperando che una volta passate le gallerie di Ponte a Moriano l'aria Garfagnina diradasse le vicissitudini mattutine. Sembrava tutto ok ma a Gallicano un corteo di macchine d'epoca riduceva la viabilità a passo d'uomo. Che poi io dico, su trenta macchine che sfilano, realmente d'epoca ce ne saranno due o tre le altre sono mezzi rottami anni ottanta quindi inutile ingolfare le strade ogni domenica, tanto a quello ci pensano già i ciclisti. Morale della favola non ebbi un attimo di relax fino a che non arrivai sul lago di Gramolazzo. Parcheggiai. Ad accogliermi un arietta fresca con un retrogusto di braciate che sfummacchiavano dai vari barbecue. La gente brulicava. Mi sedetti a La Dolce Vita e ordinai un acqua brillante con una moltitudine di ghiaccio. Pian piano che me la sorseggiavo il mondo iniziava ad apparire più alla mia misura. Dopo andai a pranzo, amici ritrovati , giri di bevute e gran risate. Ma questa è un altra storia...


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